L’ESPERTO DI ÈLAN

LO SQUAT

 

La risposta è no! 

 

Lo squat viene da sempre considerato da tutti uno degli esercizi principali dell’allenamento: tra i più famosi, tra i più usati, ma allo stesso tempo tra i più complessi. 

 

Normalmente viene riconosciuto come un esercizio per il treno inferiore e, ancora più comunemente, per cosce e glutei in particolare. In realtà è un esercizio multi articolare e in base alla sua esecuzione e agli angoli di lavoro coinvolge, in misure differenti, tantissimi muscoli delle gambe: quadricipite femorale in toto, bicipite femorale, tensore della fascia lata, adduttore breve, grande adduttore, semitendinoso, semimembranoso, gracile, pettineo, sartorio e grande gluteo; ma anche muscoli del resto del corpo come estensore della colonna e tutto il cingolo addominale per poter stabilizzare il core, mantenere l’equilibrio nell’esecuzione dell’esercizio e lo scarico verticale del peso (bilanciere). 


Usato quindi tantissimo sia in sala pesi che in sala corsi proprio per l’impegno muscolare e cardiovascolare e il consumo energetico  che richiede, ma eseguito con alcuni accorgimenti che lo rendono un esercizio differente nei due contesti. 


La caratteristica dei corsi è il rapporto tra istruttore e clienti, variabile da 1:15 a 1:30, e la lezione è pensata per allenare un gruppo disomogeneo di persone (per età, sesso, livello di allenamento, mobilità articolare, capacità di sollevamento pesi, capacità ritmiche ecc…) usando i classici esercizi, ma svolgendoli entro un range di movimento di sicurezza in modo che nessun cliente corra pericoli e poter fare correzioni generali utili alla classe nella sua totalità. Questo si traduce, nella pratica, in una scelta del carico generalmente limitato, che permette quindi un maggior numero di ripetizioni (poter “fare più esperienza”), e un angolo di lavoro non troppo profondo, dove si rischia di perdere le curve fisiologiche della schiena, perdita di equilibrio, compensi scorretti. 


In sala pesi invece ci si può allenare in rapporto 1:1, fare quindi un lavoro personalizzato e concentrarsi unicamente su un cliente, considerare gli angoli di lavoro di ogni singola persona in base alle capacità individuali, alle caratteristiche della schiena, della stabilità del core, della mobilità articolare di anche e caviglie ed ottimizzare l’esecuzione per la maggior efficacia possibile.  


Esercitazioni diverse quindi, con obiettivi diversi, esecuzioni diverse, stimoli diversi.


Dott. Valentina Grigoletto,

Tutor Èlan Saccolongo